Overplace

Drenaggio Posturale

E’ tra le tecniche piu’ conosciute, studiate e utilizzate dalla prima metà del secolo scorso e fino agli anni ’80 è stata la metodica di riferimento per la fisioterapia respiratoria.

Si basa su principi di gravità e di flusso e sul supporto di manovre manuali.
Il paziente viene posto in posizioni diverse (prona, supina, laterale, semi-prona, semi-supina), ma sempre con l’area da trattare posta in alto, così da verticalizzare i bronchi per facilitare lo scorrimento delle secrezioni dalla periferia ai bronchi centrali e per poter lavorare ad alti flussi senza il rischio di un collasso dinamico precoce delle vie aeree più distali (bronchioli terminali ed alveoli).

Il terapista:
– sceglie la posizione ritenuta idonea al trattamento dell’area specifica,
– osserva il respiro spontaneo del paziente e le sue caratteristiche,
– interviene con delicate manovre di vibrazione in fase espiratoria ,
– opera un graduale incremento della durata e della intensità delle vibrazioni, fino al massimo sostenibile (la ventilazione diventa più profonda senza una richiesta esplicita);
– effettua una vibrazione finale lenta e prolungata (fino quasi a VR) seguita da un immediato colpo di tosse (spesso spontaneo, altrimenti richiesto esplicitamente), al quale segue l’espettorazione.

Le manovre di vibrazione devono essere eseguite rigorosamente solo in fase espiratoria, coordinando la manualità con il’ ritmo respiratorio del paziente.
Le vibrazioni eseguite manualmente dal terapista, possono essere descritte come contrazioni simil-tetaniche di tutto il braccio, con la mano ben appoggiata sul torace in modo da trasmettere la vibrazione con tutta la superficie di contatto mano-torace, in direzione dell’ilo polmonare, aumentando gradualmente la pressione esercitata
contemporaneamente alla vibrazione man mano che il paziente espira; questa graduale pressione che condurrà lentamente il paziente ad aumentare il tempo espiratorio.
Le mani del terapista saranno poste in zona medio-sternale, infrascapolare o sottoascellare a seconda che la posizione del paziente sia supina, prona o laterale.

In fase inspiratoria il terapista manterrà il contatto manuale sul torace del paziente, eliminando ogni pressione per lasciare libero il torace di espandersi, controllando così anche l’andamento del ritmo del respiro.
Il flusso espiratorio del paziente sarà all’inizio lento, partendo da un’espirazione tranquilla, e diventerà via via più rapido per favorire la progressione delle secrezioni dai bronchi verso le vie più prossimali,

Tale metodica oggi è meno utilizzata che in passato, in quanto ritenuta troppo invasiva rispetto alle tecniche attive.
Inoltre essa necessita dell’ aiuto da parte di un terapista o un familiare. E’ sicuramente di maggior costo rispetto a tecniche attive e non permette il raggiungimento dell’autonomia, ritenuta indispensabile requisito della fisioterapia per un paziente adolescente o adulto.

D’altra parte secondo il nostro parere questa tecnica, adattata opportunamente alle specifiche situazioni, rimane l’unica utilizzabile nei casi in cui occorre effettuare un drenaggio delle secrezioni bronchiali lavorando con pazienti non pienamente collaboranti (pazienti molto anziani, defedati, con deficit cognitivi, sedati, non pienamente coscienti).