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Drenaggio Autogeno

IL DRENAGGIO AUTOGENO

Il drenaggio autogeno (DA) proposto dal terapista belga J.Chevaillier, è una tecnica di “auto-drenaggio” che utilizza il flusso espiratorio per mobilizzare le secrezioni.

L’obiettivo è di raggiungere nei bronchi la più alta velocità possibile di flusso controllando il respiro, senza arrivare all’espirazione forzata.
Questo perché nelle patologie croniche ostruttive a causa delle elevate resistenze e dell’instabilità delle pareti dei bronchi, durante un’espirazione forzata si determina una compressione delle vie aeree che rallenta la velocità del flusso aereo.

La tecnica del DA richiede per la sua esecuzione una collaborazione attiva da parte del paziente.

Il DA si suddivide in tre fasi:

1 Scollamento del muco della periferia attraverso una ventilazione a basso volume (livello VRE)
2 Raccolta del muco dai bronchi di medio calibro attraverso una ventilazione a piccoli e medi volumi polmonari (livello VRE e VC)
3 Rimozione del muco dai grossi bronchi attraverso una ventilazione a grandi volumi polmonari (livello VC e VRI)

VRE = Volume di Riserva Espiratoria
VC = Volume Corrente
VRI = Volume di Riserva Respiratoria

La tecnica del Drenaggio Autogeno

Scegliere una posizione che faciliti la respirazione come seduti o sdraiati.

Liberare le vie aeree superiori (naso e gola)

Inspirazione: il paziente deve inspirare il volume necessario, lentamente dal naso in modo tranquillo cosi da favorire un’omogenea distribuzione dell’aria e per evitare l’arretramento delle secrezioni.

Apnea: alla fine dell’inspirazione va effettuata un’apnea inspiratoria di 3-4 secondi, mantenendo aperte bocca e glottide, migliorando in tal modo il riempimento omogeneo di tutte le parti del polmone e favorendo, tramite la respirazione collaterale, lo spostamento dell’aria dietro le secrezioni.

L’espirazione va seguita possibilmente con il naso se il flusso non ne risulta rallentato, altrimenti con la bocca mantenendo le alte vie aperte.
La forza esercitata durante la fase espiratoria deve essere bilanciata così da provocare il flusso più elevato possibile senza causare compressione delle vie aeree.

Il ciclo va ripetuto fin quando le secrezioni, spostandosi verso l’alto, si raccolgono nei grossi bronchi. Il livello del volume d’aria ventilata gradualmente si alza, passando da un basso ad un alto livello di volume polmonare.
Infine la raccolta di muco arriva nella trachea da dove può essere evacuato mediante una espirazione forzata, occorre evitare di tossire il più possibile.

Questa tecnica, dopo un periodo di addestramento da parte di personale, al fine di sviluppare la tecnica di drenaggio che meglio si adatta alla patologia ed alla funzione polmonare del paziente, fornisce un ottimo grado di autonomia, aspetto fondamentale nelle malattie croniche.